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   Il Territorio
Le vie d'acqua
I percorsi in canoa offrono la possibilità di assumere una prospettiva inusuale. Essi ci proiettano in una dimensione a stretto contatto con la natura. Vengono a mancare i consueti riferimenti antropologici che un territorio offre.

II fatto che la "via" sia l'acqua, energia costruttrice di vita, ci pone in un tempo ancestrale, dove viviamo il confronto diretto con la natura, per quanti pregiudizi possiamo avere.
Il Po, nel tratto di pianura, il Cantogno, il Ghiandone e la Bealera sono percorribili in ogni stagione. Il Pellice ed il Po, nel tratto da Martiniana al Ghiandone, non sono navigabili nei periodi di magra. Si consiglia di effettuare un sopralluogo nei punti di arrivo scelti e di lasciarvi un mezzo per il recupero.
Il Cantogno
Si parte dal ponte che si trova poco dopo il Mulino del Devesio e ci si ritrova in un mondo incantato e un po' magico. Ad ogni curva ti aspetti di incontrare qualche antico abitante dei boschi. Le sponde, alte e ricche di folta vegetazione, danno l'impressione, a chi naviga le acque veloci e, a tratti, profonde, ma sempre limpide, di essere in una galleria che, di tanto in tanto lascia intravedere la campagna circostante. 
Questa discesa non presenta grandi difficoltà, anche se il percorso è molto tortuoso e spesso stretto, con corrente veloce. 
Dopo l'ingresso del Cantogno nel Po, lo scenario muta, lasciando spazio alle manovre e allo sguardo. La corrente diminuisce, la vegetazione delle sponde è meno fitta, si incontrano spiagge e la prima isola del fiume, attrezzata dagli "Amici del Po" di Villafranca. Poco dopo si arriva al paese. 
Tempo della discesa: due ore.
Il Pellice
Dalla confluenza con il Chisone a quella con il Po.
Ci si imbarca all'altezza del guado di Zucchea, poco dopo la confluenza con il Chisone. È necessario un minimo di attenzione, in quanto il torrente sì presenta tortuoso, ramificato, a tratti veloce, con fondali bassi che si alternano a buche con grandi masse d'acqua. 
La limpidezza dell'acqua invita, nella bella stagione, a tuffarsi, II modo migliore di vivere un grande torrente di pianura come il Pellice è fare la discesa con calma, interrompendo ogni tanto il tranquillo pagaiare per uno spuntino su uno dei molti isolotti o su una delle tante spiagge solitarie. 
AI ponte della provinciale Villafranca - Vígone si deve aggirare lo scivolo anti erosione; siamo a circa metà percorso. 
Arrivati alla confluenza con il Po, si deve ormeggiare sulla destra.

Il Po
Nei pressi di Staffarda c'imbarchiamo sul Ghiandone, che è già, per la conformazione del letto, la regolarità della portata e la sinuosità del percorso, un piccolo fiume. Chiare acque di risorgiva scorrono veloci attraversando i campi dell'Abbazia e ben presto ci, portano alla confluenza con il Po. 

Imboccato il piccolo grande fiume, si percorre un'ampia curva a destra; poco lontano, sulla destra della grande ansa, gli "Amici dei Po" di Cardè hanno ripulito e sistemato alcuni fontanili. All'altezza del ponte di Cardò troviamo l'imbarcadero e un'area attrezzata, ideale per una tappa ristoratrice. Pagaiando verso Vìllafranca incontreremo il Lessia e il Tepice, piccoli affluenti di destra, e il Cantogno affluente dì sinistra. Sicuramente avremo occasione di disturbare germani, garzette, aironi, che sì alzeranno in volo al nostro passaggio. 

La discesa non presenta partìcolarì difficoltà e può essere fatta da tutti in qualunque periodo dell'anno; dura circa due ore e mezza. 

Una seconda via, un po' più impegnativa, che si può fare da maggio alla prima settimana di luglio, parte dal ponte di Martiniana Po. Qui il Po è ancora uno stretto torrente, che scorre veloce cor numerose rapide, le acque limpide e il letto che lentamente si allarga nell'affacciarsi alla pianura. Dal ponte della Saluzzo-Revello il paesaggio cambia: a tratti ancora impetuosi si alternano momenti di corrente più lenta, il letto si restringe e la vegetazione si avvicina all'acqua. Attenzione agli alberi strappati alle rive dalle piene. Dalla conflueza con il Bronda, e soprattutto da quella con il rio Torto, l'acqua s fa torbida, bottiglie e sacchetti di plastica pendono dagli alberi, i pochi pesci, che l'istinto porta sìno a qui alla ricerca di acque pulite per riprodursi, battono in ritirata. Eppure, nonostante l'uomo, la natura resiste: garzette, aironi cinerini, germani, martin pescatori nidificano e si moltiplicano. 

Poco prima del ponte della statale dei laghi d'Avigliana il parco del Po ha attrezzato un'area di sosta, all'interno di un progetto dl rinaturalizzazíone che ha riforestato questi ultimi due chilometri di sponda. Dopo il ponte la navigazione si fa più tranquilla e, superato il guado delle Cascinasse, troveremo la confluenza con il Ghiandone. II Po è ormai un fiume. 
La durata della discesa, da Martiniana a Villafranca, è di circa 5 ore. In un eventuale ulteriore tratto, da Villafranca a Casalgrasso. incontreremo i primi meandri, le confluenze con il Pellice e il Varaita: l'acqua perde velocità; una passeggiata tranquilla ci porta all'approdo del ponte di Casalgrasso. 


La bealera grossa del Mulino
Si parte dalla Cappella di Missione e attraverso atmosfere simili a quelle incontrate lungo il Cantogno, si lasciano alle proprie spalle le marcite di Borgo Soave. 
Certamente curioso l'ingresso nel paese tramite la via d'acqua, che ci restituisce angolazioni originali delle mura e delle prospettive cittadine. 
Tempo della discesa: circa un'ora.
        
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